NOTIZIE ED EVENTI

VINEXPO

18-21 Giugno 2017
Bordeaux

VINITALY

9-12 Aprilel 2017
Verona

LE GRAND TASTING

25-26 Novembre 2016
Carrousel du Louvre - Paris

MERANO WINE FESTIVAL 

4-8 Novembre 2016
Merano

WINE SYMPOSIUM VILLA D'ESTE

3-6 Novembre 2016
Villa d'Este - Cernobbio

VINEXPO HONG KONG

24-26 Maggio 2016
Hong Kong

SAUVIGNON 2016 - INTERNATIONAL SAUVIGNON BLANC CELEBRATION

1-3 February 2016
Marlborough - New Zealand

I4C – INTERNATIONAL COOL CLIMATE CHARDONNAY CELEBRATION

17-19 Luglio 2015
Niagra Falls Canada

ŒNS - ÉCOLE NORMALE SUPERÉRIEURE

29 Aprile 2015
Paris

APPROFONDIMENTI

COLLEZIONE MILLESIMI

Già nel 1990 Vie di Romans aveva scelto, in un contesto culturale enologico abbastanza diverso, di dedicare maggior tempo all’affinamento dei propri vini, presentando al mercato un prodotto al secondo anno dopo la vendemmia.

QUAL E’ IL VERO COLORE DEL PINOT GRIGIO?

Giallo paglierino, ramato, bianco carta, rosato, buccia di cipolla, queste sono le tonalità che possiamo riscontrare quando ci imbattiamo in un vino pinot grigio e spesso sorge la legittima domanda su quale sia la giusta espressione cromatica.

Pedogensi

La pedogenesi è il processo di alterazione geologica della roccia madre che porta alla formazione del suolo. Qualsiasi substrato roccioso tende nel tempo a raggiungere un equilibrio relativamente stabile con l’ambiente esterno e in particolare con l’atmosfera, attraverso lente e profonde modificazioni fisico-chimiche.
La formazione di un suolo attraversa vari stadi che hanno inizio da una frammentazione fisico meccanica esercitata dal clima attraverso forti escursioni termiche che determinano la fessurazione della roccia rendendola accessibile all’acqua piovana. Le rocce, essendo costituite da strati di minerali diversi, tendono a subire forze di dilatazione diverse al loro interno, disgregandosi a partire dalla superficie esterna, maggiormente esposta al gelo e al disgelo. A questo processo va a sommarsi la decomposizione chimica della roccia dovuta all’azione solvente dell’acqua, che contenendo acido carbonico esercita un’azione di solubilizzazione del carbonato di calcio contenuto nei minerali. Le rocce, così decalcificate, diventano più fragili e iniziano a liberare gli elementi minerali indispensabili all’insediamento dei primi colonizzatori del suolo che sono i vegetali minori. I primi organismi ad insediarsi sono i muschi e i licheni che, producendo particolari enzimi, riescono a degradare biologicamente i minerali per estrarre gli elementi utili alla formazione della loro biomassa. Il naturale ciclo biologico di questi vegetali  elementari permette la formazione di un sottile strato organico, rendendo il suolo capace di ospitare vegetali di superiori esigenze nutritive.
Così, progressivamente, attraverso l’azione combinata dei fenomeni descritti, arriviamo ad una profonda alterazione dei minerali originari e alla formazione della frazione organica che costituisce la premessa e la base dello stato di fertilità.
Con ritmi lentissimi e nel corso di millenni si assiste alla differenziazione graduale del terreno in strati ed in orizzonti dovuti allo spostamento differenziato di alcuni elementi dall’alto verso il basso.
Volendo semplificare, possiamo identificare in un profilo, tre distinti orizzonti:
Il primo, il più superficiale, chiamato orizzonte eluviale è il più ricco in sostanza organica umificata e possiede una maggior attività microbiologica. Di colore più scuro, subisce l’azione dilavante dell’acqua che va a lisciviare i carbonati di calcio negli strati più profondi. Le argille presenti, formatesi dalla decomposizione dei silicati, sono frammiste ad uno scheletro sassoso che può rappresentare il 50% del volume.
Il secondo orizzonte, denominato illuviale, costituisce la zona in cui vanno ad accumularsi i carbonati e alcuni cationi come il ferro, l’alluminio e altri elementi minori che costituivano la roccia madre.
Infine abbiamo l’ultimo strato, il più profondo, denominato substrato pedogenetico, costituito puramente da roccia indecomposta così come si presentava lo strato superficiale all’inizio della degradazione.
Il profilo attuale non rappresenta il punto finale dell’evoluzione del suolo in quanto il processo di alterazione continuerà fino ad interessare strati sempre più profondi della roccia arrivando a formare suoli via via più argillosi, scuri, per l’accumulo di sostanza organica e dotati di un moderato scheletro limitato a dei minerali duri, non alterabili, come i graniti e i quarzi.
Questa lenta evoluzione del suolo si chiama ferrettizzazione e si svilupperà ancora per migliaia e migliaia di anni fino a quando altri movimenti orogenetici modificheranno la superficie della crosta terrestre o altre glaciazioni ricopriranno il territorio di ulteriori materiali rocciosi provenienti dalle Alpi.